Sono passati esattamente 10 anni dal 21 giugno 2009, il giorno in cui veniva pubblicata Rabbit Heart (Raise It Up), terzo singolo di Lungs e uno dei brani di maggior successo di Florence + The Machine. Come suggerito dal titolo, la canzone è incentrata sul contrasto tra il coniglio, simbolo della paura di Florence di stare sotto i riflettori (con cui dovrà fare i conti anche negli anni successivi) e il leone, simbolo per antonomasia di quel coraggio a cui la nostra rossa tanto anelava dieci anni fa.

Florence ha raccontato che la canzone è nata quando l’etichetta le chiese di scrivere qualcosa di più positivo e lei, nel tentativo di farlo, sentì come se stesse sacrificando qualcosa; anche su melodie decisamente allegre infatti le uniche parole che vennero fuori furono: This is  gift/It comes with a price/Who is the lamb/And who is the knife? Eppure, anche in questo scenario da rito sacrificale, Florence riusciva a scorgere un lato gioioso: “si tratta di arrendersi, di lasciarsi andare, di passare da un timido cuor di coniglio a un coraggioso cuor di leone.”

Nel video, diretto da Tom Beard e Tabitha Denholm, Florence sembra uscire da un quadro preraffaellita: danza immersa nella natura con delle ragazze-ninfe e prende parte a un sontuoso banchetto. Il video si chiude con l’immagine simbolica della bara in cui viene distesa e lasciata al corso del fiume, pur continuando a cantare (ricorda infatti l’Ofelia di Millais). La regista ha dichiarato di essersi ispirata ad alcuni film degli anni ’70 in cui le vergini venivano sacrificate e in particolare a Fantasie di una tredicenne (1970) del cecoslovacco Jaromil Jires, in cui la protagonista vaga per i boschi vestita di bianco in un’atmosfera sinistra e sacrificale.

 

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RH7
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Curiosità: il brano contiene una citazione da House Jam dei Gang Gang Dance (How quickly the glamour fades). La voce di Florence è intrecciata a numerose armonie tanto da suonare quasi come un coro: lei stessa ha confessato che il ragazzo che l’ha mixata ha quasi avuto un esaurimento nervoso!

 

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