Quando Florence + the Machine saliranno sul main stage dell’Outside Lands questa sera, sarà la prima volta che una band capitanata da una donna si esibirà come headliner in questo festival, giunto alla sua undicesima edizione.

I promoter non avrebbero potuto scegliere artista più adatta per l’occasione.

Fin da quando ha pubblicato il suo primo album nel 2009, Lungs, la rock band britannica guidata dalla rossa cantautrice Florence Welch si è fatta conoscere per i suoi live spettacolari – con imponenti suoni istrionici e tonanti e melodie estatiche. A giugno Florence + the Machine hanno pubblicato il loro quarto album, High as Hope, che vede la 31enne Welch aprirsi sulle sue battaglie con la sobrietà, la sua immagine e la ricerca del vero amore. È un lavoro crudo e schietto, che senza dubbio infiammerà il pubblico di 75mila persone.

Queste sensazioni sono ampiamente amplificate in Useless Magic, una raccolta di sue poesie, testi e disegni uscita a luglio.

In occasione dell’Outside Lands, Florence è stata intervistata dal «San Francisco Chronicle» a casa sua a Londra.

Chronicle: La prima volta che ti ho vista sul palco sembrava che tu fossi nata lassù. Hai mai attraversato una fase complicata da performer?

Florence: Dove mi hai vista l’ultima volta?

C: Non ricordo la venue ma ricordo cosa indossavi – un abito giallo sgargiante. 

F: Anche io ricordo bene gli outfit. Sto pensando “Ma certo, l’abito giallo!”

Non lo so, stare sul palco è una cosa molto divertente. Penso che le persone vengano ai concerti per dire “È stato bello” o “Non è stato bello”. È come metterti lì fuori per essere giudicata o perché le persone possano poi fare dei commenti su di te. Ma in realtà quando lo faccio non sento alcun giudizio. Lo vedo come uno spazio dove niente ti preoccupa. È davvero curioso.

Ph. Savana Ogburn, Shaky Knees Festival (2016)

C: Credo ti stia sbagliando. Nessuno viene per giudicare – vengono per la catarsi.

F: È divertente quando stai facendo un concerto perché ci sarà sempre qualcuno di un giornale a fare una recensione o cose del genere. Ma sono d’accordo riguardo al pubblico. Anche se è un posto dove le persone pensano a quello che stai facendo, nella mia testa non ci penso davvero.