Dal Joiners Arms all’Horniman Museum and Gardens

I Florence + The Machine si esibiscono alla Dulwich Picture Gallery, giugno 2017

 

Insieme a versi schietti su drink, droghe e problemi familiari, il quarto album di Florence + The Machine, High As Hope, è anche un’appassionata lettera d’amore dedicata alle origini londinesi della cantante.
Nata e cresciuta a Camberwell, Florence Welch ha frequentato la scuola Alleyn a Dulwich e ha studiato per qualche tempo al Camberwell College of Arts, prima di ritirarsi per seguire la carriera musicale. L’anno scorso Florence ha tenuto un piccolo concerto improvvisato alla Dulwich Picture Gallery. La Welch vive ancora oggi a Londra Sud, in un piccolo cottage georgiano. Ecco i suoi posti preferiti a sud del Tamigi, secondo il suo nuovo album.

Il The Joiners Arms

The Joiners Arms in Camberwell. (Ewan Munro/Flickr)

Nella canzone South London Forever Florence racconta di essere “giovane e ubriaca e vacillante al Joiners Arms, come un puledro instabile sulle sue zampe”. Questo pub informale a Camberwell è noto per la sua vasta gamma di whisky, birre, concerti live, balli fino a tarda notte e serate open mic. Sulla pagina Facebook del pub si legge: “Talentuosi musicisti live. Dj fichi. Un’ottima selezione di bevande.” Adorabile!
Le recensioni per questo pub vanno da una media di tre stelle su Yelp a un ammirevole quattro stelle su Google. I commenti includono: “Ho mangiato il burger al formaggio e non sono rimasto deluso”, “un buon posto per ammazzare un po’ di tempo” e “non è il tipo di posto dove andare ad un primo appuntamento”. Intrigante.

 

È proprio in questo locale che i Florence + The Machine hanno tenuto uno show intimo per celebrare l’uscita di High As Hope

Il prezzo del biglietto (di sole 5 sterline) è stato totalmente devoluto alla South London Cares.

L’Horniman Museum and Gardens

In South London Forever, la Welch canta: “E siamo saliti sul tetto, sul museo / E qualcuno ha fatto l’amore per terra.” In un’intervista per il The Sunday Times, Florence ha confermato che questo testo parla di un momento surreale che ha avuto nella sua adolescenza all’Horniman Museum and Gardens, che si trova su una collina e offre una splendida vista di Londra. “Penso che quella canzone riguardi questo… quasi come un battito di ciglia. Ero sul tetto del Museo Horniman, da adolescente, hai presente? Woah! Poi ho sbattuto le palpebre e, quattro album dopo, è tutto un “oh mio Dio, c’è tutta un’altra parte della mia vita che dovrei scoprire. Quando lo faccio?”

 

Camberwell

In Grace, canzone dedicata a sua sorella minore, la Welch dice di essere “di nuovo ubriaca a Camberwell”. Essendo cresciuta in quella zona, non sorprende che la musicista ricordi i suoi anni trascorsi in questa parte di Londra sud.
L’area è conosciuta per i suoi pub e caffè artistici e per essere stata la fonte della “Carota di Camberwell” nel film Withnail & I. A parte il già citato The Joiners Arms, è possibile che Florence abbia bevuto qualche cicchetto in posti come The Tiger, The Camberwell Arms e Stormbird.

123 Studios

Florence durante la registrazione di High as Hope

Florence ha registrato le prime parti di High As Hope negli 123 Studios. È stato riportato in alcune interviste che raggiungeva lo studio in bici ogni giorno solo per “sbattere contro il muro le bacchette da batteria”.

Red House

Durante la promozione per il suo nuovo album, in un’intervista per il The Observer, Florence sceglie la Red House del designer tessile William Morris a Bexleyheath, nel sud-est di Londra, come location per il suo servizio fotografico. La casa, costruita nello stile architettonico Arts and Crafts, presenta una serie di sfondi ideali per Florence, disegnati dallo stesso Morris.
Lo stile della cantante è fortemente influenzato dal designer. Nel 2016 Florence ha anche intrapreso il suo ‘Golden Circle’ Tour in giro per l’Islanda, suonando in quattro luoghi che Morris visitò durante i suoi viaggi negli anni ’70 del XIX secolo e che ispirarono i suoi lavori. Quel tour infatti fu dedicato proprio a Morris.

 

Tratto parzialmente dall’articolo di NME di