La canzone Jenny of Oldstones, cantata da Florence + The Machine, è apparsa nei titoli di coda del secondo episodio dell’ultima stagione di Game of Thrones. Per l’occasione Florence Welch ha rilasciato un’intervista al New York Times, che vi riportiamo tradotta integralmente

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Solo una manciata di band contemporanee ha fornito la musica dei titoli di coda di “Game of Thrones” — i The Hold Steady, per esempio, hanno eseguito la canzone da classica bevuta westerosiana The Bear and the Maiden Fair e i The National hanno cantato la profetica ballata The Rains of Castamere. Nell’episodio di questa settimana sono stati proprio i Florence + The Machine a eseguire una nuova canzone per la serie TV, ha affermato la HBO. La band fu una delle prime che gli showrunner della serie, David Benioff e Dan Weiss, tentarono di reclutare.

È stato proprio durante la seconda stagione — una vita fa, nelle tempistiche della cultura pop — che avrebbero voluto che la frontwoman della band, Florence Welch, cantasse The Rains of Castamere. All’epoca i Florence + The Machine rifiutarono la richiesta, ma Benioff e Weiss non hanno mai abbandonato l’idea.

“Siamo sempre stati grandi fan della musica di Florence”, hanno dichiarato. “La possibilità di sentire la sua voce ultraterrena nel nostro show è sempre stata in primo piano nelle nostre menti. Siamo ancora piacevolmente sconvolti dal fatto che abbia accettato di cantare Jenny of Oldstones, e adoriamo il risultato.”

Forse è stato più facile convincerla ora che, come milioni di persone, ne è diventata fan.

Durante l’episodio, Podrick Payne (Daniel Portman) canta una parte di questa tragica ballata d’amore mentre sullo schermo si susseguono varie coppie — Sam e Gilly, Sansa e Theon, Arya e Gendry, Missandei e Verme grigio — e finisce con Daenerys che si avvicina a Jon, forse come una premonizione. La sua versione ha un’aria di speranza. Florence sembra invece catturare di più i misteri intrinseci della canzone, anche se, come ha detto in un’intervista telefonica, non aveva idea di cosa sarebbe successo nell’episodio mentre la stava registrando.

La Welch si è presa una pausa dai festeggiamenti per gli 80 anni di suo nonno a Galveston, in Texas, per parlare della canzone e dei suoi possibili significati (ha scherzato sul fatto di aver chiamato da Westeros). Riportiamo alcuni estratti da quella conversazione.

“Game of Thrones” ha ottenuto la licenza di una tua canzone (Seven Devils) per un trailer tempo fa, ma questa è la prima volta in cui hai registrato qualcosa apposta per la serie. Sei una fan? A che punto ti sei appassionata?

Florence Welch: Ho perso le prime due stagioni, poi l’ho scoperta e l’ho guardata il più velocemente possibile, tutta in una volta [ride]. Ho fatto binge-watching. Ricordo di aver detto: ‘Oh, è una serie fantastica. Come ho fatto a non guardarla per tutto questo tempo?’ Sono felice di vederli riunirsi ora. Tutte le famiglie dovranno smettere di combattere, perché c’è qualcosa di più grande in gioco. Penso che sia davvero interessante perché sembra un richiamo a quello che sta succedendo in questo momento con la crisi ecologica. Sono davvero curiosa di vedere come andrà a finire. Quando è uscita la seconda stagione? Quanti anni fa?

La seconda stagione è uscita nel 2012, quindi sette anni fa.

FW: Wow. E ora, guardando il trailer, dopo sette anni, ho pensato: ‘Oh, mio dio, è una cosa monumentale’. Specialmente per quanto è diventata importante la serie. Penso che molte delle cose che sono accadute all’inizio della mia carriera, non mi rendevo conto di quanto fossero grandi.

Qualche rimpianto per aver rinunciato alla richiesta di incidere una versione di The Rains of Castamere?

FW: Oh, mio dio. Davvero? Non me lo ricordo [ride]. Penso che sia stato durante i miei ‘anni selvaggi’. Se devo essere super onesta, ci sono un sacco di cose che sono un po’ sfocate. Non ero così… coinvolta, o, diciamo, concentrata quanto lo sono ora.

Ma anche negli anni sfocati, quando c’era un sacco di caos, ero ancora molto diffidente riguardo ciò che accettavo. Tendo ad essere piuttosto cauta sulle canzoni che canto. Sono felice che siano tornati da me. Sono davvero commossa di essere nell’ultima stagione, di essere l’ultima cantante. E sono grata di essere un po’ più ‘presente’ adesso, per festeggiare la fine di Game of Thrones in uno stato d’animo più libero.

Che tipo di istruzioni ti hanno dato per Jenny of Oldstones?

FW: Avevano una melodia ritmica semplice e senza fronzoli. Le sue note la facevano sembrare una canzone folk celtica. Ho subito pensato che fosse davvero bella. Adoro l’idea di ballare con i fantasmi e non voler mai andare via. Per me ha perfettamente senso. Mi sembra di farlo ogni sera sul palco.
Ho lavorato con Thomas Bartlett per High as Hope ed è un genio del piano. Ha aiutato a formulare gli accordi, e poi ho aggiunto il mio ritornello, il mio soprano infernale. Abbiamo cercato di rimanere all’interno del mondo di Game of Thrones, mantenendo questo suo carattere spettrale.
Questa è una canzone che nei libri è avvolta dal mistero…
FW: Davvero? C’è una sorta di tristezza, e mi è sembrata un po’ stregata. Sono sempre attratta da questo genere di cose. Di che si tratta?
Non sappiamo molto. Anche se ha scritto più versi, George R.R. Martin ha inserito solo questa frase nei libri finora: “High in the halls of the kings who are gone, Jenny would dance with her ghosts.” È più quello che sappiamo riguardo la canzone e su Jenny, che potrebbe essere stata una strega o soltanto amica di una strega o uno dei figli della foresta. Un principe Targaryen ha abdicato per sposare Jenny, quindi è una storia d’amore, ma anche una misteriosa tragedia dato che il suo principe è morto a Summerhall.
I fan hanno diverse teorie — che la canzone sia una profezia, che sia stata scritta da Rhaegar Targaryen. Nella serie Jenny ha dichiarato di essere una discendente dei figli della foresta. Quindi i fan avevano previsto tutto già da un po’.

FW: Wow! Oh mio dio, è perfetto! A dire il vero, tengono così tanti segreti su Game of Thrones, non ci hanno detto quale sarebbe stata la parte visiva. Non ci hanno detto cosa sarebbe accaduto nell’episodio. Non ci hanno neanche detto come si sarebbe chiamato l’episodio. Era tutto così top secret, così misterioso! Quando l’ho sentita, ha evocato qualcosa di molto forte in me — si può sentire quasi una presenza in quella canzone, come qualcosa che aveva una storia dietro. Quindi sono davvero felice che abbia una storia così intensa!

È buffo, non mi hanno detto niente di tutto questo. Me l’hanno inviata e io ho detto: ‘Ok! Posso farcela.’ Mi piace decisamente fare quel tipo di musica, quelle canzoni che possano risuonare emotivamente nelle persone, e che le facciano sentire libere di piangere, quindi probabilmente avranno pensato: ‘Ok, chiederemo a Florence.’ Forse volevano solo che la interpretassi a modo mio? O forse ci sarebbe stata troppa pressione, un peso enorme? Spero solo di non deludere i fan che non vedono l’ora di ascoltarla. Sono felice che non mi abbiano dato informazioni. Ci avrei pensato troppo.

In che senso?

FW: Quello che volevo fare con questa canzone era tenerla il più spoglia possibile. Alla fine diventa un po’ più travolgente, ma volevo davvero mantenere la semplicità della melodia e dei testi che mi hanno mandato, perché li ho trovati molto commoventi. Se avessi saputo la storia della canzone, avrei pensato: ‘Abbiamo bisogno di fanfare, e dovrete aggiungere un drago qui in qualche modo.’ Avrei potuto — come faccio a volte — esagerare. Allora sono felice di non averlo saputo all’epoca, ma sono felice di saperlo adesso. La canzone deve avere bellezza e fragilità all’interno. L’avrei resa troppo grande, se avessi saputo quanto è grande!

Esiste una convention fantasy su canzoni magiche — canzoni con effetti magici. Potrebbe essere una di loro.

FW: Lo stesso atto del cantare racchiude una specie di magia per me. È una sorta di canalizzazione. Quando canto mi sento in pace, come se fossi connessa a qualcosa di più grande di me stessa. Il fatto che tu possa condurre le persone in quel posto con te, è una specie di magia fisica, perché stai trascendendo te stessa, ma stai anche portando tutti con te. Una delle cose più magiche che noi umani facciamo è cantare, specialmente cantare insieme. Credo che sia in parte per questo che sono sempre stata ossessionata dai cori, dai gruppi di voci che riescono ad andare più in alto del nostro io fisico. Quindi è una sorta di alchimia. È difficile da spiegare, ma  è sicuramente una specie di rituale.

Hai mai letto qualcosa sul fatto che avresti potuto interpretare Melisandre?

FW: Sì! Sono assolutamente d’accordo sull’essere Melisandre. Fa paura! A volte mi scambiano anche per Sansa Stark. Pensavo mi avresti detto questo. Ma io scelgo Melisandre. La stregoneria, sono decisamente io. Anche se quando mi tolgo i gioielli, non mi trasformo in una vecchietta. O forse sì?

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