Notion è stato in studio con la super producer per ascoltare in anteprima il suo primo album solista

 

“Amo da morire la musica rap” dice con un sorriso Isabella Summers aka Isa Machine – la super producer, la “Machine” in Florence + The Machine. Quando ascolti il sound epico di Florence + The Machine, pervaso dall’arpa e che ti dà la sensazione di lanciarti da una scogliera, l’hip-hop di certo non ti viene in mente ma il primo amore di Isa è proprio l’hip-hop.

Nata il giorno di Halloween del 1980, Isa è una ragazza originaria di Hackney, cresciuta con un perfetto accento Cockney su Victoria Park Road. Nonostante suo padre sia nato e cresciuto a Londra est, è stato irremovibile sul non far crescere la sua prole nella nativa Hackney. Così quando Isa aveva 10 anni i Summers hanno fatto le valigie e si sono trasferiti nella cittadina costiera di Aldeburgh. “Quando avevo 13 anni i due ragazzi nella casa accanto alla mia erano più grandi di me e scortesi, io ero terrorizzata da loro ma anche completamente incantata” dice Isa. Furono loro a dare alla vicina una cassetta con l’album di Snoop Dog Doggystyle su un lato e 6 Feet Deep dei Gravediggaz sull’altro. Isa ascoltò quella cassetta ininterrottamente e ne imparò a memoria ogni singola parola.

“Quando avevo 15 anni il mio migliore amico Dale aveva un mixer e amava i vinili. Non c’era niente da fare dopo la scuola in campagna, nella squallida Inghilterra orientale. Era una piccola cittadina sul mare, ci trasferimmo da Londra al niente, aveva solo un bel mare. Uscivo con un sacco di ragazzi che fumavano un sacco di erba e ascoltavano l’hard rap americano. Non mi hanno mai lasciato toccare i mixer. Poi quando ho compiuto 18 anni ne ho comprato un paio da sola e pensai che se potevano farlo loro allora potevo anche io”.

Alla fine Isa tornò nel grande fumo londinese per studiare arte al Central Saint Martins dove per circa tre anni girò film horror e ne creò le colonne sonore. Fu in quel momento che la sua vita impazzì. Si trasferì in una nota residenza a Peckham, Londra sud, conosciuta come Co Op squat e faceva la DJ alle serate hip hop tra Brixton e Stockwell. Si immerse in una scena dominata dagli uomini, andava ai concerti da ragazza bassina con la sua borsa di Mobb Deep Records terrorizzata e si preparava psicologicamente a suonare.

Ottenne un lavoro part-time da Xfm nella stazione radio hip-hop All City con Dan Greenpeace, che la prese sotto la sua ala. Greenpeace era dentro il mondo hip-hop e persone come The Game, Guru e Gang Starr frequentavano regolarmente lo studio. Isa si procurò un MPC (music production controller) e un piccolo studio in una ex fabbrica di plastica vicino Crystal Palace e iniziò a fare musica con gente come Skinnyman e Kashmere The Iguana Man. I collaboratori iniziavano ad aumentare quando accadde qualcosa di inaspettato – Isabella Summers incontrò Florence Welch.

“Flo è entrata nel mio mondo agli inizi, quando avevo lo studio a Crystal Palace,  campionavo la bibbia, urlavo al microfono e facevo cose strane. Abbiamo creato questa cosa insieme e dieci anni dopo è tipo uno scherzo divertente uscito benissimo” dice Isa.

Le due iniziarono a registrare semplici demo, colpendo muri, ululando e cercando di sfornare hit in sessioni di scrittura di mezz’ora – con molte di quelle idee originali che poi finirono nel primo album Lungs. “Tutte le canzoni che abbiamo scritto erano fatte di tre note perché è così che sono fatti i pezzi hip-hop, tre note ripetute in loop ed è così che io ho imparato tutto” dice Isa. Iniziarono a chiamarsi Florence Robot/Isa Machine (uno scherzo tra loro sfuggito di mano), prima di arrivare al nome ufficiale e vendere oltre 6 milioni di dischi, suonare da headliner a Glastonbury e vivere quello che Isa chiama “le montagne russe del rock’n’roll”.

“Probabilmente do per scontate le porte che si sono aperte per me a causa di quello che abbiamo creato” confessa Isa “ma credo fermamente che tutto ciò che vuoi nella vita è nella tua mente. Flo è arrivata nella mia vita con tutta la sua forza e ha alzato l’asticella così tanto che è stato meraviglioso. Tutto questo è venuto fuori dal nulla. Ero quella che andava da quei vicini e penso che tutto questo sia nato da lì. Il duro lavoro ripaga sempre”.

Il successo di Florence + The Machine ha portato Isa a lavorare con artisti come The Game, Puff Daddy, il duo nominato ai Grammy Chloe x Halle, pop star come Rita Ora e LP, Juliette Lewis e, uhm, vivere negli Hamptons per un paio di settimane a un writing camp con Beyoncé e Jay-Z!

“Affittano questa casa gigantesca e un sacco di persone hanno studi lì dentro” dice Isa. “Io avevo una postazione con dentro un half-pipe, come le stanze dei ragazzi, cosa davvero azzeccata. In pratica sono stata lì dentro tutto il tempo, poi è arrivata Beyoncé e ha detto ‘C’è un sacco di talento in questa stanza’. Jay-Z è un grande. Ci siamo divertiti ma non puoi fare a meno di sentirti competitivo in quell’ambiente, tutti ascoltano attraverso le pareti – è abbastanza intimidatorio.

Insoddisfatta delle normali sessioni in studio (“È bello ma puoi anche lavorare tutti i giorni e non essere pagato e sei alla mercé di qualsiasi potenziale stella 19enne”) ed essendo stata nell’orbita di Florence Welch nell’ultimo decennio, avendo scritto canzoni insieme inserite in svariate liste delle migliori di tutti i tempi, Isa adesso sta sperimentando da sola – o come dice lei, è giunto il momento di provarci da sola e uscire dalla comfort zone.

Non posso raccontarvi tutto della musica che Isa mi suona quando ci siamo seduti nel suo studio a Londra, pieno di libri di William Blake e tele decorate con sue frasi e schizzi. Posso assicurarvi che sta raccogliendo un vero e proprio arsenale di artisti che stanno formando una line-up di collaboratori di prima categoria (sì, la sua rubrica è pazzesca e sì, ci sono anche rapper). Le canzoni sono molto varie e caratterizzate da tutti i suoni tipici dei dischi di Florence + The Machine – impeti luccicanti, fiati maestosi – solo con ganci pop, un’oscurità latente e parti potenti, tutto tenuto insieme dalla devozione di Isa all’hip hop.

”È affascinante ma anche un po’ spaventoso, affettuoso, dark, speranzoso… magico anche – c’è decisamente della magia dentro” dice Isa della musica che ha creato. “All’inizio dell’anno scorso ho coinvolto chiunque – avevo bisogno di riprendermi il potere. Ho iniziato a raccogliere artisti per scrivere canzoni per me e poi ho finito le registrazioni. Il principio era ‘chiamare ragazzi a scrivere canzoni d’amore per me’”.

Anche se è trascorso un anno da quando Isa ha deciso di lavorare a un album solista, ci confessa che non è ancora un’opera compiuta, in parte a causa degli impegni in studio e in tour con Florence e la band.  Piuttosto è più un lavoro work in progress. “È difficile spiegare a che punto sono senza le persone che suonino tutta la musica” dice Isa con frustrazione “mi tengo stretto il materiale per ora perché niente è davvero compiuto. Ho tutte queste canzoni che stanno venendo fuori molto bene e nessuno ha mai sentito nulla. Sono sempre stata molto nervosa ma ora non più. Voglio che questo disco sia grande quanto merita di esserlo.”

In un mondo ancora troppo a corto di producer femminili di livello, la promessa di Isa sulla sua prossima gigantesca produzione è eccitante. Lei stessa dice di essere aperta a chiunque voglia lavorare con lei e di mettersi in contatto: “Puoi dire che il mio Instagram è @isamachine e li fai arrivare da me”.

Sono in un momento bellissimo adesso, in cui chiunque potrebbe potenzialmente fare la track list” dice Isa “Sono un po’ la maestra delle cerimonie. Ma non mi fermerò fin quando io e Lil Wayne non saremo in studio insieme”.

Articolo originale QUI

Intervista di Russell Dean Stone – Fotografie di Mikayla Miller