I Florence + The Machine hanno conquistato il mondo della musica. Ora la cantante Florence Welch è ritornata al suo primo amore, la lettura, e ha pubblicato il suo primo libro, Useless Magic. Ha raccontato il perché a Greg Cochrane.

 

Sono passati più di dieci anni da quando i Florence + the Machine hanno debuttato con Kiss With A Fist, una canzone che ha segnato i primi anni di una carriera che li ha portati a suonare sui palchi più prestigiosi. Su ammissione della stessa Florence, quei primi anni sono stati turbolenti. Quella che cominciò come una collaborazione adolescenziale con l’amica Isabella Summers a Camberwell, nel sud di Londra, si è sviluppata rapidamente – un periodo segnato dal successo crescente, dalle feste notturne e dalle sbronze che solo una ventiduenne può reggere. Di quegli ultimi anni 2000, Florence ammette, resta un ricordo sbiadito.

“Quando bevevo tanto perdevo tutto – telefoni, carte, ragazzi” dice, con una risata. “Ma non perdevo mai il mio notebook. Dovevo scrivere sempre. Sono sempre riuscita a tornare a casa in qualche modo con quel notebook fradicio ancora tra le mani”.

Quella passione per la scrittura è rimasta ed è evidente in Useless Magic, il suo primo libro. Sulla copertina c’è scritto “testi e poesie” ma è molto di più: rilegato in una copertina ruvida bordeaux, è un album di schizzi, una retrospettiva della carriera di Florence e compendio della sua poetica contemporanea. Come dichiara nella prefazione: “Puoi avere qualsiasi cosa”. È questo che si sente.

Ci sono i testi: le parole dei quattro album (LungsCeremonialsHow Big How Blue How Beautiful  e l’ultimo, High As Hope) sono raccolte per la prima volta – pezzi come Dog Days Are Over, Rabbit Heart (Raise It Up), Shake It Out, Spectrum e Hunger. E poi ci sono 16 poesie originali: quelle che lei descrive come “ciondoli fangosi” in un componimento, le parole che non erano “abbastanza belle, troppo sanguigne e irregolari” per diventare musica. Le poesie sono intervallate da materiale proveniente delle sue scatole di ricordi: Polaroid, liste delle cose da fare (“andare alla Tate Modern, andare da Fopp”), pensieri scarabocchiati sui fogli degli hotel, scalette di concerti e schizzi distratti. A un certo punto c’è un vecchio elenco delle sue canzoni preferite di altri artisti – dai Klaxons a Tom Waits, Roisin Murphy e Bon Iver. Tutto questo è incorniciato in un artwork disegnato da Florence ma ci sono anche opere di alcuni dei suoi artisti preferiti, come William Morris e Gustav Klimt. C’è molta attenzione al dettaglio. Per i fan sarà subito un pezzo da collezione. Per tutti gli altri, è un’introduzione complessiva a un’artista di successo mondiale, un’opera che appare meno ambigua rispetto all’ascolto di uno dei suoi album. O, come dice Florence, “più nuda”.

 

“La lettura è stato il mio primo amore. Ero davvero una lettrice incallita. Già da bambina ero una sognatrice.”

Prima ancora di diventare una musicista, Florence era un’avida lettrice. Ricorda di essere stata una “bambina timida” che trovava “conforto nei libri”. La letteratura era affare di famiglia – sua madre, un’americana che insegna a Londra, è professoressa di studi rinascimentali con diverse pubblicazioni, e suo padre, un pubblicitario, ha scritto poesie.

“Ero un topo da biblioteca prima di pensare di diventare una cantante”, ricorda. “La lettura è stato il mio primo amore. Ero davvero una lettrice incallita. Già da bambina ero una sognatrice.”

Più tardi la musica divenne la priorità. Fu incoraggiata a cantare da un nonno, entrò in un coro (di tanto in tanto veniva anche sgridata per essere troppo rumorosa) e cantava durante le riunioni familiari. Mentre studiava al college d’arte di Camberwell iniziò a scrivere canzoni con Isa Summers nel suo studio a Londra; si sedevano schiena contro schiena in quello spazio angusto, usavano strumenti di fortuna per registrare demo e avevano una lista dei comandamenti della band appesa al muro. Le loro frustrazioni da storie finite male venivano riversate in canzoni che sarebbero poi diventate la colonna portante del primo album, Lungs, pubblicato nel 2009. Quell’anno vinsero un BRIT Award e il disco andò al numero uno delle classifiche.

Da allora, ogni album li ha portati più in alto. Hanno avuto grande successo sia in Gran Bretagna che nel resto del mondo (il terzo album, How Big How Blue How Beautiful, ha raggiunto la vetta della classifica Billboard negli Stati Uniti – il loro primo n.1 in America). Hanno condiviso il palco con gli U2 e più recentemente coi Rolling Stones. Dopo che Dave Grohl dei Foo Fighters si ritirò da Glastonbury nel 2015, i Florence + The Machine li rimpiazzarono con pochissimo preavviso e questo valse una performance che ha davvero segnato la loro carriera, così travolgente che ci vollero mesi prima che Florence si riprendesse. Il nuovo album, High As Hope, è stato pubblicato a giugno 2018 e seguirà un anno pieno di grossi impegni.

Useless Magic ha costretto Florence a rivivere tutto ciò. Parlando della sua consolidata tecnica di scrittura, descrive le sua canzoni come “avvertimenti o messaggi del subconscio” aggiungendo “ma spesso capisco solo dopo anni cosa stava cercando di dirmi”. Una volta assemblati per la stampa, la Welch era rassicurata da quello che aveva scoperto.

“È interessante riguardare il tuo lavoro e accorgersi che sono venute fuori delle tematiche comuni – che sei sempre stato interessato alla stessa roba. C’è qualcosa di curiosamente confortante in questo”, dice.

“È divertente” continua. “Tutti si fanno domande sulla persona che sono sul palco ma con questo libro ho pensato ‘Non sono sicura che ce ne sia una!’ Ho capito che c’è solo una persona. Mentre sperimentavo cose diverse sono rimasta sempre la stessa artista. È come ‘Oh, sono sempre stata io.’ È inevitabile. È stato stranamente determinante per la mia vita mettere insieme tutto ciò. Sebbene fosse tutto confuso e turbolento, c’era un filo rosso.”

Pubblicare le sue stesse poesie è qualcosa di nuovo per la Welch. L’artista concettuale Robert Montgomery, conosciuto per le sue installazioni testuali, ha letto alcune bozze. Lei ha inviato qualcosa a Nick Cave “perché è uno scrittore nonchè un musicista che ammiro e mi ha dato alcune dritte.” Anche la poeta Yrsa Daley-Ward le ha dato dei consigli. “Il loro incoraggiamento mi ha aiutata tantissimo”, ribadisce.

Le poesie di Florence non sono come le sue canzoni e, da scrittrice, si è scontrata con questa opposizione. Le canzoni sono un po’ più sciolte. Ho già una voce lirica molto solida ed è quasi separata da me – qualcosa che incarno” riflette, pensando alla differenza. Alcune poesie appaiono due volte in Useless Magic perché sono finite in una canzone ma sono anche poesie a sè stanti, con qualche modifica. “Molte di queste sono una specie di esplorazione di quello che significa essere autrice di canzoni e una precaria poetessa” spiega.

Confronta le poesie coi testi e le troverai molto meno astratte, meno sognanti. Si rivelano caratteristiche come il suo humour audace e pensieroso. Le esperienze sono molto più legate alla quotidianità – tranne quando sei Florence Welch e la tua quotidianità prevede di dormire in hangover nello studio di Bryan Ferry (Song Continued) o di uscire con Liza Minelli a un concerto di Lady Gaga (American Mother). 

“Trovo divertente mettere Lady Gaga in una poesia perché lei è un’icona pop e la poesia potrebbe sembrare alta e romantica – può essere vista come qualcosa di nobile – quindi mi piace averla sovvertita. Penso che potrei essere considerata una pop star ma allora cosa significa portare tutti gli altri aspetti del tuo mondo nella poesia? La cultura pop… la inter-poesia… il mescolare tutto insieme… lo trovo un tema molto interessante” spiega.

I nomi famosi sono rari però. Ci sono poesie sui suoi genitori (New York PoemAmerican Mother), sul ruolo delle persone tranquille in un mondo chiassoso fatto di tecnologia e politica (Rage) e sulla natura surreale della fama (I Guess I Won’t Write Poetry) in cui scrive: “Essere famosa è come essere un fantasma ansioso/Spaventato di spaventare le persone/Che vuole scivolare via nell’invisibile”.

Il viaggio ha lasciato la Welch più riflessiva: “La poesia si è rivelata su molti fronti più rivelatrice delle canzoni. Le canzoni possono essere grandi come delle cattedrali nella loro ambizione. La poesia qualche volta può essere un dato di fatto.”

“La poesia si è rivelata su molti fronti più rivelatrice delle canzoni.”

“Penso che con Song Continued, mentre la stavo scrivendo, ho realizzato che stavo capendo qualcosa di me stessa. L’ultimo verso: “Ah/Eccolo/È abbastanza” mi ha in qualche modo spezzato il cuore. Qualche volta mentre scrivi dici a te stesso la verità in un modo in cui non fai nella vita di tutti i giorni. E ti ritrovi in quel casino, in quella palude, stavo solo cercando di essere abbastanza, di fare qualcosa di bello per sentirmi bene. La poesia può rivelare cose di te che non sapevi.”

La creazione di Useless Magic ha dato alla Welch più sicurezza e anche un nuovo impulso creativo. “Ho scritto queste cose chiamate Daily Sermons. Sono davvero strane”, ridacchia. “Mi ha decisamente incoraggiata a scrivere di più”.

La lettura continua a giocare un ruolo importante e lei non è mai a corto di ispirazione. Dal 2013 è a capo di Between Two Books, un book club che ogni mese si scambia suggerimenti letterari. Nel corso degli anni Florence ha invitato amici del calibro di Greta Gerwig, Bat For Lashes e Fiona Apple a condividere i loro libri preferiti coi follower, scambiare recensioni e discutere delle tematiche.

“È stato un regalo incredibile per la mia vita. Ciò che amo è che è davvero gestito dai fan. Sono loro che coordinano la community. Guardo con ammirazione queste giovani donne socialmente consapevoli ed entusiaste del mondo. La loro passione per la lettura, per le cause in cui credono e nella community è di grande ispirazione per me.”

Ora, dopo più di un decennio conosciuta per il suo cantautorato, Florence Welch può aggiungere un suo libro alla lista. “È divertente”, dice, “vedere te stessa su una pagina”.

Intervista originale QUI.

 

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